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La cripta della basilica è un ambiente parzialmente ipogeo, posto sotto il presbiterio della chiesa, costituito da un corridoio ad andamento ricurvo, che segue il profilo dell'abside centrale, ricoperto da una volta a botte. In corrispondenza del vertice dell'abside si diparte un altro corridoio, rettilineo, anch'esso in origine voltato a botte, che termina in una camera cruciforme, originariamente collocata esattamente al di sotto dell'altare maggiore. All'interno di questa camera, nella nicchia di fondo, erano collocate le reliquie di San Vincenzo, probabilmente all'interno di una grande urna o di un sarcofago. Altre quattro nicchie, diposte a coppie affrontate sui due lati dell'ambiente, ospitavano probabilmente altre reliquie.

Tutta la cripta era decorata con affreschi, dei quali restano in situ tracce cospicue. Particolarmente importanti sono le decorazioni ospitate in due delle cinque nicchie. All'interno di ciascuna di esse è presenta una figura a mezzo busto di un personaggio ritratto frontalmente a dimensione quasi naturale, con i palmi delle due mani aperti e rivolti verso chi guarda. I due individui ritratti vestono abiti monastici e le loro teste sono sormontate dal nimbo quadrato. Il personaggio della nicchia a sud è un uomo anziano, dalla barba grigia e folta, mentre quello nella nicchia nord è chiaramente più giovane, con una barba rossiccia e rada. Si può proporre di identificarli con l'abate Giosuè, il fondatore della basilica (l'uomo più anziano), e con il suo successore Talarico (l'uomo più giovane), che probabilmente ne portò a compimento l'edificazione.
Lungo le pareti del corridoio che immette nella camera centrale restano ben visibili le decorazioni a finte transenne in bianco, rosso e blu mentre il corridoio anulare presenta pannelli decorati con motivi geometrici diversi.
Alessandro Luciano

