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Itinerario virtuale

Complesso di San Vincenzo Nuovo

Il complesso noto come "Abbazia Nuova" risale all'inizio del XII secolo. La tradizione del Chronicon Vulturnense vuole che la chiesa abbaziale che vi fu edificata, sia stata consacrata da papa Pasquale II nel 1115. Il cronista medievale la descrive come un edificio a tre navate divise da due file di dieci colonne, preceduto anch'esso da un atrio a paradisus.

Veduta aerea dell'abbazia nuova
Veduta aerea dell'abbazia nuova
Foto storica dell'abbazia nuova
Foto storica dell'abbazia nuova


I restauri e le ricostruzioni che il complesso ha subito nel Secondo Dopoguerra hanno radicalmente alterato la fisionomia dei singoli edifici, al punto tale che oggi è estremamente difficile proporre ipotesi ricostruttive.

Il monastero fu costruito entro un recinto fortificato di cui sono visibili alcuni resti, insieme a quelli pertinenti ad una torre che difendeva il monastero sul lato sud-est.

All'opposto estremo di questo lato sono visibili i resti della torre di nord-ovest, e di lì, si leggono bene i resti del muro di recinzione: una struttura probabilmente non tanto destinata a proteggere il monastero da veri e propri assedi, quanto da scorrerie improvvise.

Entrati nel recinto claustrale, si procede verso la basilica di San Vincenzo Nuovo, che appare oggi, come del resto l'adiacente campanile, nelle forme acquisite in seguito alle ricostruzioni degli anni '60.

L'abbazia oggi
L'abbazia oggi
Foto storica dell'abbazia nuova e del portico dei pellegrini
Foto storica dell'abbazia nuova e del portico dei pellegrini


Davanti alla chiesa s'intravedono tracce in parte relative a strutture dell'atrio della chiesa stessa, rintracciate a suo tempo dal Pantoni, e in parte pertinenti a periodi più antichi, rinvenute in scavi degli anni '90. Queste ultime comprendono buche di palo relative a capanne lignee, datate - sia pure con qualche incertezza - al X secolo, e un gruppo di tombe a cassa, ricavate nel banco di travertino, pertinenti la necropoli sannita del VI-V secolo a.C.

L'edificio è totalmente ricostruito, ad eccezione del coro quadrato trecentesco, coperto da una volta a crociera costolonata, i cui piedritti sono costituiti da colonne e capitelli romani di recupero.

Alessandro Luciano

 

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