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Laboratori

Il Laboratorio per lo Studio e la Ricomposizione degli intonaci dipinti di San Vincenzo al Volturno

Uno dei volti dei profeta
Uno dei volti dei profeta

L'enorme quantità di frammenti di intonaco dipinto che il sito di S. Vincenzo ha restituito nel corso delle passate campagne di scavo e quelli che ancora emergono dalle attuali indagini archeologiche, provengono, se pur in diversi contesti archeologici e in differenti quantità, da tutti i settori di scavo: dall'area della basilica maggiore come dagli ambienti cenobitici fino alle cosiddette officine e alle aree di transito del complesso abbaziale.

Il ritrovamento di testimonianze frammentarie e di parti di affreschi ancora legati a blocchi cementizi o di pietra calcarea rappresenta un ulteriore elemento di rilevanza estetica e artistica che va ad aggiungersi ai più noti ritrovamenti di pittura murale a S. Vincenzo al Volturno quali il ciclo pittorico della Cripta di Epifanio, la cosiddetta Parete dei Profeti, ricomposta dall'ICR (1984), e le splendide decorazioni a pannelli geometrici e figure di monaci nella cripta anulare di San Vincenzo Maggiore (1994).

Grazie all'impegno della Soprintendenza Archeologica e per i BAAAS del Molise, in collaborazione con l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, è stato realizzato, inoltre, il Laboratorio per lo Studio e la Ricomposizione dei dipinti murali provenienti dallo scavo, all'interno del quale un team di esperti è stato incaricato di programmare e seguire le diverse attività di indagine.

Il laboratorio, attivo dalla primavera del 2001, si propone quale centro sperimentale per lo studio e la ricomposizione dei frammenti di pittura murale di S. Vincenzo al Volturno e come luogo dove svolgere attività formativa e di specializzazione per studenti e neolaureati, con lo scopo principale di estrarre il maggior numero di informazioni dai reperti raccolti sotto il profilo archeologico, storico-artistico e tecnico-materico, applicando un metodo di intervento integrato e pluridisciplinare.

In fase programmatica sono stati individuati cinque indirizzi operativi per lo svolgimento delle attività del laboratorio: conservativo, investigativo, storico-artistico, tecnico-iconografico, e ricompositivo-museale.

Grazie all'attività investigativa e di analisi scientifica, coordinata e condotta in collaborazione con il Laboratorio delle Tecniche dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, si sta procedendo ad una serie di analisi necessarie alla ricerca storico-artistica e al programma di ricomposizione dei frammenti; esse sono in particolare mirate a definire con precisione con quali materiali i pittori attivi nell'abbazia abbiano realizzato i colori e le malte per gli intonaci.

Frammenti di affreschi
Frammenti di affreschi

Allo studio del colore si affianca quello delle malte di supporto ovvero degli intonaci per l'identificazione dei materiali costitutivi (inerti e leganti). Tutti i dati ricavati vengono inseriti in un database corredato di un archivio fotografico digitalizzato da rendere interattivo con il sistema banca-dati informatico della missione archeologica.

Questo tipo di intervento richiede l'impegno congiunto di restauratori, storici dell'arte e archeologi, alla luce anche dell'esperienza maturata in altri laboratori, primo tra tutti quello degli affreschi crollati a causa il sisma del 1997 nella basilica superiore di S. Francesco di Assisi.

L'allestimento in laboratorio delle grosse sabbiere per la ricomposizione ha determinato una serie di importanti avanzamenti nel campo dellle conoscenze storico-artistiche e dell'indagine archeologica. La lettura di ampie superfici dipinte ricomposte consente, infatti, un approfondimento ulteriore sullo studio delle influenze culturali che coinvolsero l'arte di San Vincenzo nei secoli dell'Altomedioevo e, allo stesso tempo, costituisce un determinante punto di riferimento per la datazione e l'identificazione degli ambienti del monastero da cui provengono le diverse tipologie di intonaci esaminati.

 

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