Comune Castel San Vincenzo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli 

Informazioni turistiche  |  Team  |  Contatti  |  Eventi  |  News

 

Classi materiali

Produzione e distribuzione di ceramica in un monastero dell'Alto Medioevo

L'enorme quantità di materiale ceramico presente a S. Vincenzo al Volturno, restituito da scavi ormai più che ventennali, evidenzia una importante sequenza stratigrafica tra l'alto medioevo ed il medioevo (VIII - XII secolo) ed una serie di informazioni sia dal punto di vista morfologico che tecnologico. I dati sono utili, inoltre, per fornire notizie sulle condizioni economiche dell'area, sugli scambi commerciali nell'ambito del centro-sud, sui rapporti tra il monastero ed i propri insediamenti, distribuiti nelle regioni limitrofe, e sulle abitudini alimentari della comunità monastica. Il materiale antecedente la costruzione dell'insediamento monastico è piuttosto vario e lascia ipotizzare una maggiore frequentazione dell'area tra il III ed il I secolo a. C per la presenza di patere e coppe a vernice nera, assimilabili alle serie Morel 2784, 2652, 2654 e 2256. A dimostrazione della continuità dell'insediamento si hanno, inoltre, frammenti di sigillata italica ed africana, soprattutto di quella tarda, e ceramica di epoca tardo-antica quali brocche con orli ingrossati ed estroflessi, confrontabili con materiale napoletano di Carminiello ai Mannesi del V secolo. La ceramica delle fasi altomedievali e medievali è rappresentata soprattutto dalla acroma, sia da fuoco che da mensa, dalla dipinta a bande rosse, da quella a vetrina pesante e dalla invetriata dipinta in monocromia o in policromia.

Fig. 1
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 2


Delle ceramiche da fuoco, relative al IX secolo sono attestate forme chiuse. Si tratta in genere di olle, realizzate con argilla rosso-scuro con inclusi calcarei, che presentano l'orlo estroflesso ed il corpo globulare (fig. 1), rientranti nella tradizione altomedievale, essendo state rinvenute in contesti di VII-IX secolo a Napoli, Mondragone e Benevento, ed olle (fig. 2) caratterizzate da un orlo leggermente estroflesso, più o meno modanato all'esterno, a parete globulare, realizzate con argilla scura, confrontabili con materiale altomedievale di Roma e Benevento. Si segnala, inoltre, la presenza di fornetti a coperchio (fig. 3), a parete emisferica con ansa in alto e listello rilevato, assimilabili a quelli rinvenuti in varie aree dell'Italia meridionale (Napoli, Otranto, Benevento, Avellinese) . Nel X-XI secolo le olle da fuoco, ad impasto scuro ma con moltissimi inclusi calcarei, visibili anche sulla superficie, si caratterizzano per l'orlo leggermente estroflesso, non modanato, su cui si attaccano in modo perpendicolare anse nastriformi. Forme simili sono attestate a Napoli, Benevento, Capaccio ed in altri siti dell'area del Volturno (Rupe Canina di S. Angelo d'Alife e Faicchio).

Fig. 3
Fig. 3

La classe della dipinta a bande rosse è quella maggiormente rappresentata. Si tratta di forme chiuse quali anfore, brocche e brocchette trilobate, ed aperte, in particolare bacini con orli ingrossati e più o meno introflessi. La decorazione in rosso o bruno, a volte nerastra, nel materiale di IX secolo è data da bande molte larghe, a margini spesso irregolari con frequenti tracce di sgocciolatura, descriventi generalmente motivi ad arco o ad U sulle pareti globulari (fig. 4), o a bande verticali o trasversali sulle anse che generalmente si attaccano all'orlo. I bacini, a volte biansati, presentano l'orlo più o meno inclinato verso l'interno e la decorazione pittorica a fascia sull'orlo, sull'ansa e sulla parete. La dipinta a bande del X-XI secolo è presente con anfore di dimensioni maggiori, con anse più larghe, a volte scanalate, che si attaccano non più all'orlo ma al di sotto dello stesso e sul punto di massima espansione della parete, che è più sottile. La decorazione si ha sull'ansa, ad andamento verticale, a volte sinuoso, oppure sull'orlo e sul collo. Compare, inoltre, in questa fase anche l'associazione tra linee incise e bande in rosso, sovrapposte ed indipendenti dall'andamento delle incisioni stesse. Per quanto riguarda la ceramica a vetrina pesante, poco presente rispetto alle altre classi, sono attestate forme chiuse con anse nastriformi o a sezione tendente all'ovale, ed, a volte, con beccuccio tubulare, decorato o non. La decorazione è data da incisioni a linee ondulate alternate ad altre orizzontali o da petali applicati. La vetrina è di colore chiaro con sfumature gialline e l'argilla è scura o rossiccia con inclusi calcarei.

Fig. 4
Fig. 4

Confronti sono possibili con materiale di IX e X secolo presente nel Lazio (Roma, Sabina) e Campania (Napoli, Montella). L'impasto del tipo vulcanico-sedimentario lascia ipotizzare una produzione attribuibile ad un area compresa tra il Basso Lazio, la Campania ed il Molise. Le aree di produzione delle altre classi ceramiche di S. Vincenzo vanno ricercate nella valle del Volturno, soprattutto per la ceramica grezza e la dipinta a bande, che utilizzano argille di tipo generico o sedimentario, a volte con abbondante aggiunta di inclusi di calcite, come nel caso delle forme da fuoco datate al X-XI secolo. Riferibile, infine, ad una fase di abbandono del monastero è il materiale decorato ed invetriato. Sono presenti motivi decorativi geometrici, realizzati in monocromia con il bruno manganese o con policromia in bruno, verde e rosso (MRM). Tale materiale è confrontabile con quello attestato a Napoli S. Lorenzo e nel Molise, databile alla fine del XIII secolo.

Luigi Di Cosmo

 

© 2001/17  Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
direzione scientifica a cura di Federico Marazzi - realizzazione e gestione sito web di Giuseppe Cerasuolo
sito conforme agli standard Level Triple-A conformance, W3C-WAI Web ContentValid HTML 4.01!Valid CSS!