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Classi materiali

Metalli

Fibbia di finimenti per cavallo in bronzo, ferro e argento
Fibbia di finimenti per cavallo in bronzo, ferro e argento

La grande quantità di oggetti in metallo proveniente da scavi di età post-classica ha suscitato di recente un'attenzione sempre maggiore, rivolta soprattutto alla loro fisionomia di indicatori archeologici e cronologici, strettamente legati ad attività di tipo economico-produttivo. Il valore intrinseco dei manufatti metallici, piuttosto significativo in età altomedievale e medievale, risiede appunto nella lunga ed articolata catena di produzione che andava dall'estrazione della materia prima, alle diverse fasi di lavorazione artigianale del metallo, infine alla distribuzione e commercializzazione dei manufatti. Tale sistema, complesso e costoso per quelle epoche, faceva sì che gli utensili in metallo fossero tenuti in gran conto, in particolare in alcuni ambiti d'uso, come ad esempio nell'economia rurale.

L'incidenza dei reperti in metallo, sia di ferro che di metalli più nobili come il rame e l'argento, all'interno del materiale archeologico proveniente dagli scavi di San Vincenzo al Volturno ha suggerito di affrontarne lo studio in maniera sistematica e globale, al fine di produrre un repertorio di oggetti in metallo basato su materiali provenienti da contesto, nel quale debbano confluire inoltre le indagini sugli aspetti della produzione, dell'uso e della circolazione di tali manufatti su scala diacronica e sincronica, nonché i dati scaturiti dalle analisi archeometriche e dagli interventi di restauro in programma.

Parte di serratura ferrea
Parte di serratura ferrea

I numerosi reperti rinvenuti a San Vincenzo testimoniano un uso frequente degli oggetti metallici all'interno del complesso monastico e appartengono a diverse categorie funzionali:

  1. chiodi;
  2. materiale da carpenteria;
  3. materiale per l'arredamento interno degli ambienti;
  4. utensili domestici;
  5. utensili artigianali e attrezzi agricoli;
  6. equipaggiamento e ornamenti personali;
  7. armi;
  8. ferri da cavallo e chiodi da ferratura;
  9. varia.

La maggior parte degli oggetti è in ferro e presenta delle caratteristiche tipologiche che ne sottolineano la funzionalità d'uso piuttosto che un'attenzione specifica verso aspetti di tipo ornamentale, se si escludono gli eccezionali elementi appartenenti ad una cintura per spada e a finimenti equini lavorati in agemina d'argento, databili ad età carolingia e con confronti in area germanica e ad oggetti simili, probabilmente imitanti i precedenti, rinvenuti nell'area artigianale del monastero, relativi a contesti di IX secolo. Nelle aree produttive di San Vincenzo è attestata, per l'età carolingia, la lavorazione del bronzo e degli smalti, ed anche la finitura di oggetti di particolare pregio, a cui potrebbe essere stato destinato uno degli ambienti del complesso delle officine, provvisto di un piccolo forno, da cui provengono alcuni elementi relativi all'equipaggiamento del cavaliere e del cavallo in ferro decorato in argento; gli oggetti in ferro venivano invece realizzati probabilmente all'interno di strutture produttive ubicate in aree esterne al monastero, comunque sempre sotto il suo diretto controllo.

Chiodi di ferro
Chiodi di ferro

In linea generale e in base ai risultati finora acquisiti, una percentuale inferiore di manufatti proviene dai livelli delle fasi relative ad età tardoantica e comunque al periodo precedente la costruzione del primo monastero, databile agli inizi dell'VIII secolo; mentre la maggior parte degli oggetti proviene dai depositi medievali (sec. VIII-XI). In particolare la preponderanza numerica fino ad ora registrata per i reperti metallici di IX secolo rinvenuti nei livelli relativi alla demolizione del monastero pre-carolingio sembrerebbe potersi collegare all'ambizioso programma di ristrutturazione del monastero voluto dall'Abate Giosuè agli inizi del IX secolo e portato avanti dai suoi successori, che prevedeva un ingente numero di nuove costruzioni tra le quali la nuova chiesa abbaziale di San Vincenzo Maggiore. Nuove opere edilizie, nuovi spazi e nuove e più elevate funzioni collettive all'interno della "città monastica" dovevano quindi giustificare un maggiore utilizzo anche degli oggetti in metallo sia a fini utilitaristici (tutto l'insieme di utensili da carpenteria o per le diverse attività artigianali) che d'uso liturgico o ornamentali, questi ultimi destinati a personaggi di rango sia laici che ecclesiastici che dovevano frequentare il monastero.

Francesca Sogliani

 

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