Comune Castel San Vincenzo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli 

Informazioni turistiche  |  Team  |  Contatti  |  Eventi  |  News

 

Classi materiali

Scultura medievale

Tra le tante testimonianze artistiche rinvenute nell'area archeologica di San Vincenzo al Volturno, i manufatti di produzione plastica assumono una valenza di primaria importanza, in quanto ci permettono di valutare, contemporaneamente, quale portata ebbe (in termini di quantità e qualità) il fenomeno del riuso degli spolia di età classica e soprattutto quanto fosse viva in loco una forte matrice culturale di chiaro stampo longobardo.

Le indagini archeologiche del passato avevano particolarmente messo in risalto la presenza nel cantiere vulturnense di ricchissimi marmi romani, provenienti da varie centri dell'Italia centro-meridionale (ad es. Capua e Venafro), rilavorati in situ e utilizzati sia per la decorazione della basilica di San Vincenzo Maggiore e sia per gli altri edifici di rappresentanza della cittadella monastica.

Molti di questi reperti scultorei sono databili tra l'età augustea e il tardo antico, realizzati con le più svariate qualità di materiale lapideo quali marmo, granito, porfido, alabastro, ecc. Tra le pratiche di reimpiego più frequenti vi era la realizzazione, in particolare con lastre decorate ed epigrafi romane, di tessere per opus sectile dalla forma geometrica regolare, ricollocate nel pavimento dal lato del loro verso.

Le più recenti indagini archeologiche (1999-2004), che hanno visto ampliare enormemente la superficie dell'area di scavo, oltre che ha confermare le precedenti ricerche, hanno permesso di riportare alla luce una cospicua quantità di materiale lapideo attribuibile all'età altomedievale il quale, insieme agli altri coevi elementi di arredo scultoreo rinvenuti durante gli scavi precedenti al 1999, hanno consentito di ampliare le nostre conoscenze in merito e soprattutto di poter tracciare un filo conduttore culturale che permette di mettere in relazione i territori della Langobardia maior con quelli della Langobardia minor.

La maggior parte di queste sculture, riferibili all'epoca dell'abate Giosuè, è realizzata in pietra calcarea locale, e tra queste spiccano una serie di capitelli a stampella il cui motivo decorativo, denominato a "reticolo stellato", trova molto probabilmente ispirazione dall'uso di elementi decorativi di tipo geometrico peculiari nell'oreficeria delle popolazioni anglosassoni e germaniche (tecnica del cloisonnè), e che sicuramente doveva far parte del background culturale degli artisti longobardi giunti nella nostra penisola.

Altro rilevante dato che le nuove indagini archeologiche hanno messo in evidenza, è quello che la considerevole quantità di materiale d'arredo scultoreo di età altomedievale rinvenuta (mensole, capitelli, ecc.), farebbe ritenere che negli edifici del monastero vulturnense venissero utilizzati tali elementi più di quanto si ritenesse in passato, anche se la totale mancanza di frammenti di recinzioni d'altare o transenne sembra alquanto insolita per un complesso religioso così importante, a meno che le prossime campagne di scavo ci permettano di smentire quest'ulteriore dato.

Pasquale Raimo

 

© 2001/17  Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
direzione scientifica a cura di Federico Marazzi - realizzazione e gestione sito web di Giuseppe Cerasuolo
sito conforme agli standard Level Triple-A conformance, W3C-WAI Web ContentValid HTML 4.01!Valid CSS!