Comune Castel San Vincenzo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli 

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Classi materiali

Indagini antropologiche

Gli scavi effettuati nell'atrio della basilica di San Vincenzo Maggiore hanno dimostrato che, per un arco cronologico piuttosto esteso, quest'area era stata utilizzata come cimitero dalla comunità.

Si tratta, prevalentemente, di tombe a cassa, distribuite su almeno due livelli, realizzate con lastre di travertino legate con malta, le cui pareti interne risultano, il più delle volte, intonacate, con copertura costituita da lastroni piatti oppure leggermente scalpellati a spiovente, con fondo costituito da tegole forate, in modo tale da garantire lo scolo dei liquidi organici derivanti dalla decomposizione dei tessuti molli del defunto.

Questo lascerebbero pensare alcuni elementi che sembrano fare riferimento ad un'unica tarda fase di riutilizzo delle tombe ubicate nell'area sud-ovest dell'atrio: si tratta della contemporanea sigillatura di varie coperture, della presenza, in queste tombe, di numerose ossa disarticolate e della mancanza, in molti casi, delle lastre di copertura ai piedi delle casse, in corrispondenza delle ossa in giacitura secondaria, in questi casi frammiste a terreno.

Per questa fase, presumibilmente la più tarda nell'uso del cimitero, un'ipotesi plausibile potrebbe essere che le ossa più "rappresentative" (come crani e bacini) fossero deposte all'interno delle casse, mentre quelle di dimensioni minori (vertebre, mani, piedi) fossero seppellite direttamente nel terreno, evidentemente ancora considerato come area sacra.

In ogni caso, quasi tutte le sepolture individuate nell'atrio mostrano che l'individuo in giacitura primaria, non necessariamente il primo ad essere stato sepolto, al momento del riutilizzo della tomba, è stato addossato ad una delle pareti in modo da lasciare lo spazio necessario per ammassare o le ossa dell'individuo preesistente o quelle traslate da un'altra sepoltura.

La fase di utilizzo del cimitero mediante la deposizione dei defunti nelle tombe a cassa, sembra attribuibile al X secolo. Nel XII secolo, quando la basilica di San Vincenzo Maggiore era in corso di demolizione o già abbattuta, si ha il ripristino delle casse come ossari e una nuova fase di tombe terragne o a cassa assai rozza. Non é da escludere che, in questo periodo, le deposizioni non fossero esclusivamente riservate ai membri della comunità monastica. Questo, almeno, lascerebbero pensare due elementi: 1) il ritrovamento di ossa di infante; 2) l'individuazione, all'interno della tomba di Talarico, di un ileo femminile, quest'ultimo, particolarmente significativo vista che tutti gli individui in giacitura primaria o quelli le cui ossa sono state ridotte all'interno delle casse sono maschi.

Lo scavo rivela preziose informazioni circa le modalità con cui avvenivano le sepolture e circa l'uso nel tempo del cimitero. Indagando le tombe racchiuse nello spazio delimitato dall'atrio della basilica di San Vincenzo Maggiore, nella maggior parte dei casi, ci si troverà a districarsi tra gli elementi ossei di almeno due individui (ma non sono rari i casi in cui in una cassa trovano posto i resti di quattro o più individui).

Oltre ai diversi parametri "demografici", è utile, per descrivere una popolazione (nel caso di S. Vincenzo non una popolazione biologica ma una popolazione de facto) conoscerne lo stato nutrizionale e le patologie rilevabili sullo scheletro.

Per valutare lo stato nutrizionale si fa riferimento soprattutto alla carie e ad altre alterazioni dei denti, mentre per valutare le condizioni fisio-patologiche si rilevano patologie quali artrosi, ernie, entesiti, periostiti, malattie infettive, tumori, alcune malformazioni genetiche e i traumi (fratture di ossa e denti).

Queste valutazioni non saranno trattate per la complessità, e per l'alto numero di variabili coinvolte. Basti sapere che degenerazioni delle articolazioni, entesiti, ipertrofia ossea e traumi sono uno spettro di caratteristiche tipiche di intensa attività fisica.

Thimoty Galloway

 

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